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Abolizione Panel: attentato all’olivicoltura italiana

L’idea di abolire il Panel arriva soprattutto dalla Spagna e risponde all’ esigenza di incoraggiare gli scambi commerciali. A tal proposito è stato formulato un questionario, rivolto ad esperti del settore, per verificare se questa politica possa realmente incentivare la commercializzazione.

“È in corso un attentato all’olio extravergine d’oliva italiano e alla salute dei consumatori di tutto il mondo: ci opporremo in tutte le sedi ed in ogni modo a chi mira a distruggere l’olivicoltura”, ha espresso così la sua preoccupazione il Presidente del Consorzio Nazionale degli Olivicoltori, in risposta alla proposta di abolire il Panel test, l’esame organolettico usato come parametro per la classificazione degli oli.

I vantaggi derivanti da questa scelta sarebbero sicuramente esigui rispetto ai danni, secondo Gennaro Sicolo, che condanna duramente l’idea e ne sottolinea i pericoli: “Una decisione del genere sarebbe intollerabile e sciagurata per la nostra olivicoltura. Chi opera sul mercato in maniera fraudolenta avrebbe vita facile con l’abolizione dell’unico controllo sulla qualità che abbiamo per certificare le caratteristiche degli oli e potrebbe, attraverso manipolazioni chimiche, propinare schifezze nefaste con la dicitura “extravergine” senza essere perseguibile per legge”.

Il Presidente del Cno dichiara aperta la battaglia in difesa del made in Italy: “Invece di fare passi in avanti ed introdurre anche la risonanza magnetica nucleare per tutelare produttori e consumatori, alcuni paesi europei, Spagna in testa, con il colpevole silenzio assenso di parte dell’industria, mirano ad azzerare i controlli per parificare sul mercato tutti gli oli. L’olio extravergine d’oliva non è la coca cola, rappresenta l’alimento principe della dieta mediterranea certificato dai migliori studi a livello mondiale, non è una commodity ma un prodotto che deve essere valorizzato perché custode di storie e tradizioni. L’Italia deve reagire in maniera unitaria a tutti i livelli, sia politicamente sia attraverso il mondo associativo, per evitare questa catastrofe, per salvare la sua storia e per tutelare la salute dei consumatori”.

Dure anche le parole di David Granieri, Presidente di Unaprol: “Sarebbe una follia che va esattamente nella direzione opposta rispetto allo sviluppo della qualità nel settore olivicolo. Si tratta infatti di uno strumento unico, su cui l’Italia ha investito per prima intuendone importanza e potenzialità, che rappresenta un pilastro imprescindibile nel processo di tutela di produttori e consumatori. Tutto ciò è assolutamente inaccettabile e avrebbe conseguenze disastrose per la nostra olivicoltura. Per questo è necessaria una mobilitazione che veda scendere il campo la politica al fianco del mondo associativo per una battaglia che non ci possiamo permettere di perdere. Non solo. In un’ottica di valorizzazione della distintività e della qualità auspichiamo con decisione anche l’estensione del sistema Sian, cioè il registro telematico, a livello europeo”.

La posizione delle più importanti associazioni di produttori di olio extravergine d’oliva italiano è molto chiara, ma la proposta di abolizione del Panel sarà comunque al centro di un incontro che si terrà a Madrid, sede del Coi, il 19 e il 20 febbraio.

Fonte: Cno

Il mondo produttivo urla: basta speculazioni sull’olio di oliva italiano!

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