cucina e olio d'oliva

E’ estate, tempo di osare in cucina con l’olio extra vergine di oliva

Occorre scongiurare il rischio che l’abbinamento olio-piatto diventi solo una moda, con accostamenti banali, terrificanti o peggio ancora casuali. Armonizzare olio al cibo è dare vita alla filiera olivicola, dare voce alle cultivar e ai produttori.

È arrivato il caldo e tutti pensiamo alle vacanze; con la bella stagione mangiamo in modo più leggero, più verdure, insalate, il caldo ci impone ritmi diversi, si è costretti ad ingerire più liquidi, si cambia dieta alimentare.
I social media sono già invasi da fotografie di piatti pieni di colore con bellissimi pesci, cruditée, insalate invitanti condite con oli fantastici e unici.


Continuiamo a scegliere un vino adatto al piatto, la camicia abbinata ai pantaloni, ma non l’olio adatto alle pietanze.
Qualcuno di voi potrebbe dirmi che è sempre meglio un olio sbagliato ma buono che uno difettato!
Qui nessuno vuole dettare regole ma soltanto aprire un dialogo, regole precise non ci sono, esiste il buon senso, l’allenamento al piacevole, al buono, non è scontato o obbligatorio che tutti debbano usare un olio perfettamente armonizzabile a ogni piatto: l’olio non è necessario sempre, non è fondamentale, ma è auspicabile usarlo sempre e di qualità ai fini salutistici ed edonistici.
Personalmente il termine abbinare (mettere insieme) non mi piace, riconosce poco valore all’olio extravergine, mi piace molto di più usare il termine armonizzare, trovare il giusto incastro tra le note, tra i sapori.
Rende molto di più!
Non trovate?

Armonizzare olio al cibo è dare vita alla filiera olivicola, dare voce alle cultivar e ai produttori. Vediamo come ve la cavate…

Come facciamo? È semplice, seguiamo dei semplici suggerimenti non vincolanti ma che sono un’ottima base di partenza.
1. L’olio non deve mai coprire i sapori del cibo ma esaltarli.
2. L’armonizzazione si fa per struttura, olio leggero cibo leggero, olio strutturato cibo strutturato
3. Eviterei di mettere pomodoro su pomodoro, carciofo su carciofo e cosi via.

Ad una bella caprese con mozzarella di bufala Campana Dop, pomodoro cuore di bue dolce, consistente con sapori decisi e qualche foglia di basilico sopra, quale olio extravergine armonizziamo?
Un olio con sentori pomodoro oppure uno erbaceo con sfumature di erbe aromatiche che potrebbe esaltare e completare il piatto?
Ad una bellissima insalata di riso ricca di ingredienti, tonno, capperi, uova sode, sedano, mais, wurstel, carote (credo che ognuno abbia una ricetta diversa) cosa armonizziamo?
Un extravergine forte cicorioso marcante o un medio fruttato pomodoroso che esalti i vari componenti e dia la sensazione della presenza di pomodori?
Penso che le vostre risposte siano ovvie, logicamente ognuno è libero di fare quello che vuole e mangiare come sente ma se vogliamo salvaguardare la diversità del nostro patrimonio olivicolo dobbiamo salvaguardare la sua espressione, la sua voce … i sentori, armonizzandoli nel miglior modo possibile al cibo, valorizzando la diversità.

Fonte: www.teatronaturale.it


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