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Falso olio extravergine d’oliva: blitz dei Nas a Brindisi

Proprio in Puglia, il cosiddetto paradiso dell’olio, i Nas hanno sequestrato, nella giornata di ieri, alcune bottiglie di olio contraffatto e hanno deferito in stato di libertà il titolare  di un supermercato per possesso e vendita di olio di provenienza sospetta. La frode è stata scoperta dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Taranto che, in seguito al provvedimento nazionale emesso dalla Procura della Repubblica di Perugia, hanno effettuato ispezioni in alcuni supermercati nella loro area di competenza.

Vicende come questa non sono nuove, ricordiamo lo scandalo che, dopo la pubblicazione dei risultati dei test da Il Salvagente, coinvolse, nel giungo 2015, sette famosi marchi italiani: Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna (confezionato per la Lidl) e Antica Badia (per Eurospin), accusati di vendere oli semplicemente vergini come extravergini.


Tra olio taroccato, etichette false e miscele per il consumatore diventa sempre più difficile acquistare prodotti di qualità. Come può il consumatore tutelarsi dalle frodi e soprattutto distinguere un olio extravergine da uno vergine? Innanzitutto, vi consigliamo di “fare esperienza” acquistando un olio più scadente e uno certificato. Il confronto vi guiderà nei prossimi acquisti. All’ assaggio, infatti, la differenza sarà chiara anche ai non intenditori: l’olio extravergine risulterà al palato un po’ amaro e leggermente piccante. Il passo successivo è quello di valutarne la fluidità: gli oli meno pregiati sono più fluidi per la presenza di acidi grassi polinsaturi, al contrario l’evo ha un grado di fluidità medio-basso. Ci tocca sfatare il mito del colore, che in realtà non è di grande aiuto nella scelta di un olio di qualità. Uno dei criteri più utilizzati per distinguere un olio di qualità è sicuramente il profumo inconfondibile di oliva fresca, con sentori che variano dal carciofo alla mela e alla mandorla.


Olio d’oliva venduto come extravergine

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