la Coldiretti denuncia: olio straniero in due bottiglie su tre

“Con più di due bottiglie su tre riempite in Italia che contengono olio di oliva straniero l’ausilio delle nuove tecnologie rivoluzionarie come il QR-code (Glifitaly) sulle etichette del prodotto è fondamentale per combattere i rischi di frodi e assicurare la possibilità di fare una scelta di acquisto consapevole ai consumatori italiani”.             E’ quanto afferma Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto nel commentare l’arrivo della certificazione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli sulle bottiglie di olio extra vergine di oliva garantite dal marchio di tracciabilità 100% italiano di Unaprol.

“Si tratta di un esempio di collaborazione tra pubblico e privato per combattere le contraffazioni in un settore particolarmente sensibile dopo il crollo della produzione italiana che si è più che dimezzata ad appena 200 milioni di chili a fronte di un import che nel 2016 è stato di ben 530 milioni di chili” , continua Renna in riferimento all’ accordo che prevede la registrazione del marchio I.O.O.% qualità italiana di proprietà di Unaprol nella banca dati di FALSTAFF e la possibilità di apporre un QR-code (Glifitaly) sulle etichette del prodotto certificato che, consente ai consumatori, in possesso di uno smartphone, di risalire alla originalità del prodotto ed ai dati identificativi del produttore.



L’Italia è secondo produttore mondiale di olio di oliva con un patrimonio di 250 milioni di ulivi ed è l’unico Paese con 533 varietà di olive e 43 oli tutelati dall’Unione Europea. Si tratta di una risorsa ambientale, economica ed occupazionale del Paesi in una situazione in cui in una sola generazione sono praticamente raddoppiati i consumi mondiali di olio di oliva con un balzo del 73% negli ultimi 25 anni che ha cambiato la dieta dei cittadini in molti Paesi, dal Giappone al Brasile, dalla Russia agli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna alla Germania.

 

Il Giunco

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