L'annata che sarà

L’ annata che sarà… intervista a Vincenzo Zito, produttore olivicolo di nicchia.

Chi produce olio extravergine di oliva sa bene che ogni annata è diversa dall’altra, non basta infatti seguire la naturale alternanza delle produzioni come avviene con altre colture; è necessario affrontare tutte le difficoltà che si presentano durante i mesi precedenti al momento della raccolta. Mesi che determineranno in maniera decisiva lo standard qualitativo del prodotto finale.

Quali sono le modalità di “cura” che si devono adottare per le piante di olivo?
“L’olivo è una pianta millenaria molto resistente e con una alta capacità di autorigenerarsi, ma se lasciata a se stessa tende a inselvatichirsi e a perdere il suo potenziale produttivo.
Pertanto risulta essere determinante “vivere” l’oliveto tutto l’anno per monitorare e controllare eventuali attacchi di agenti patogeni e decidere se e in che misura intervenire per la difesa fitosanitaria delle piante. Altresì un ruolo importante lo riveste la potatura, che se fatta nel momento giusto e con le adeguate modalità risulta essere imprescindibile per un corretto sviluppo vegetativo della pianta.” 

Come si presenta quest’anno l’imminente campagna olearia?
“Quest’anno la fioritura di primavera, nei nostri oliveti sui monti Nebrodi, è stata graziata da un clima in standard con le temperature medie stagionali. Nulla a che vedere con la disastrosa situazione nostro malgrado vissuta nel 2018. D’altra parte è altrettanto vero che le alte temperature estive registrate, comunque in media anche qui con gli standard stagionali, e i venti asciutti hanno determinato per quest’anno l’assenza totale degli attacchi della mosca olearia e degli altri parassiti, per cui le olive si presentano allo stato attuale perfettamente integre sugli alberi. Dunque quest’anno si può dire che ci sia una discreta carica, anche se rimangono molto determinanti le prossime settimane ovvero quelle che precederanno la raccolta e la conseguente molitura ma sono ottimista; spero e credo che questa campagna olearia possa avere ottimi risultati in termini produttivi e qualitativi”. 

Che importanza riveste produrre un olio extravergine biologico e quali sono i
risvolti positivi per il nostro benessere?
“Produrre olio extravergine di oliva non è poi così complicato, la differenza qualitativamente parlando tra un prodotto e l’altro risiede tutta nelle modalità di coltivazione e produzione. Il rispetto dei cicli naturali, il rispetto delle piante e dei terreni su cui le stesse insistono sono un punto cardine, da sempre, della nostra visione aziendale e del nostro essere imprenditori. Il nostro modus operandi in agricoltura ci contraddistingue proprio per questo. Infatti è da ormai quasi vent’anni che tutti i nostri oliveti risultano essere in regime biologico certificato da un ente autorevole come Suole e Salute.
Possiamo realmente affermare, dunque, che tutta la filiera produttiva si apre e si chiude all’interno dei confini della nostra impresa. Raccogliendo solo ed esclusivamente le nostre olive, per mezzo di brucatura manuale, e passando alla molitura nel frantoio aziendale, da poco restaurato, non conto terzi. La peculiarità di possedere un frantoio di proprietà a nostro uso esclusivo lo considero un quid in più da sempre e da quest’anno, posso rivelare a voi di Olitaly in anteprima, che lo stesso rispetterà gli standard qualitativi biologici europei pertanto l’olio che andremo a confezionare sarà un unicum nel panorama siciliano essendo il frutto di una filiera chiusa e totalmente biologico. Ecco per tali motivi credo che un prodotto come il nostro rispettoso della biodiversità che ci circonda possa essere considerato come un vero e proprio oro verde, elemento fondamentale di una corretta dieta alimentare e prezioso alleato dell’organismo umano.”

FONTE: Società agricola Zito

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