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L’assaggiatore: una professione a metà tra passione e lavoro

Avete presente “I soliti ignoti”, lo storico programma del palinsesto Rai in cui i concorrenti devono indovinare che lavoro fa la persona al centro del palco sulla base di alcuni indizi forniti dal conduttore Amadeus? Proviamo a giocarci per qualche secondo.

Il lavoro di cui vogliamo parlarvi in questo articolo è poco noto, può garantire una retribuzione che va dai 2000 ai 4000 mila euro al mese ed è necessario avere un palato molto allenato per svolgerlo al meglio. Avete capito di cosa si tratta? Stiamo parlando degli assaggiatori di olio vergine ed extra vergine: una vera e propria professione regolamentata in Italia dalla legge n. 313 del 1998.

L’articolo tre della legge è dedicato alla fattispecie che qui ci interessa. Eccone uno stralcio:   

l’albo nazionale degli assaggiatori degli oli di oliva vergini ed extravergini a denominazione di origine controllata e’ soppresso e sostituito da un elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini, articolato su base regionale e tenuto presso il Ministero per le politiche agricole, formati e selezionati secondo i criteri previsti dal regolamento (CEE) 2568/91 della Commissione, dell’11 luglio 1991, e successive modificazioni.”

Per diventare un assaggiatore di oli bisogna anzitutto frequentare un “corso per l’ottenimento dell’idonietà fisiologica all’assaggio di oli vergini di oliva” che deve essere riconosciuto dalla Regione o dalla Provincia Autonoma nella quale hanno luogo le lezioni e deve essere diretto da un capo-panel. Alla fine del corso, della durata minima di almeno 35 ore, i partecipanti sono ritenuti idonei all’assaggio di olio vergine ed extravergine: ma c’è ancora molto da fare per acquisire il titolo ufficiale…

Il secondo step prevede infatti che si debba partecipare a ben venti sedute certificate di assaggio di olio (cosiddetto “corso di secondo livello”), tenute da un Capo-Panel nei modi e nei tempi previsti dalla normativa vigente.

L’esame finale decreterà se l’aspirante assaggiatore avrà i requisiti necessari per l’iscrizione nell’Elenco nazionale di tecnici ed esperti degli oli di oliva vergini ed extravergini.

Solo dopo aver superato la prova, si potrà entrare a far parte di un panel di assaggiatori, ossia il comitato di assaggio degli oli d’oliva riconosciuto dalla Camera di Commercio della propria zona di residenza, ruolo per il quale è tuttavia previsto soltanto un rimborso spese.

Per arrivare a guadagnare le cifre di cui vi abbiamo parlato nelle battute iniziali dell’articolo, infatti, bisogna  inserirsi in contesti privati come frantoi e cooperative e lavorare, ad esempio, come consulenti.

Vi segnaliamo di seguito i corsi a cui potete ancora iscrivervi e, più in generale, quelli più quotati in Italia.

  • Onaoo – Organizzazione Nazionale Assaggiatori Olio di Oliva. E’ la più antica scuola d’assaggio al mondo. Quota di iscrizione: da € 1.200,00 a € 1.464,00 (tasse incluse)

  • Olea – Organizzazione Laboratorio Esperti e Assaggiatori: tra 150 a 250 euro comprensivo di materiale didattico. Quota associativa 40 euro.
  • Anapoo- Associazione nazionale assaggiatori professionisti olio di oliva. I membri tengono corsi organizzati dalle varie Camere di Commercio, spesso cofinanziati e quindi gratuiti.

  • Consorzio Olivicolo Italiano. Corso cofinanziato dal Mipaaf. Il costo di partecipazione è di 150 euro, Iva compresa.

di Graziano Ferrara

https://www.olitaly.it/le-qualita-organolettiche-dei-nuovi-oli/

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