L’Italia a un passo dal deferimento alla Corte Ue per l’affaire Xylella

La Commissione europea ha deciso di smettere con i richiami e di procedere con la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per l’affaire Xylella.

Con la notifica, l’Italia avrà due mesi di tempo per attuare integralmente le misure previste nella Decisione di esecuzione Ue 789/2015, altrimenti ci sarà il deferimento alla Corte Ue e quindi una probabile sanzione.


Le misure riguardano l’obbligo, non rispettato, di espiantare tutti gli ulivi e gli altri alberi o arbusti infetti che sono stati individuati nella “zona di contenimento”, la fascia larga 20 chilometri a ridosso dei confini fra la provincia di Lecce (la “zona infetta”) e quelle di Brindisi e Taranto, e nella “fascia cuscinetto”, che si estende per 10 chilometri a Nord Ovest oltre il confine della stessa zona di contenimento.

In particolare da Bruxelles filtra malcontento per la legge della Regione Piglia n. 4 del 29 marzo 2017 sulla gestione in Puglia dell’infezione da Xylella fastidiosa. Nonostante la Giunta regionale ha presentato uno schema di Disegno di legge regionale recante norme per l’interpretazione autentica di alcuni articoli della legge, in considerazione che l’articolo 1 non faceva espresso riferimento all’eradicazione, sono contestate anche le misure di tutela delle piante monumentali e del patrimonio paesaggistico.

Nella notifica da Bruxelles, la Commissione ha fatto esplicito riferimento al fatto che le misure includevano l’eradicazione delle piante infette subito dopo la prima conferma della presenza della Xylella, ma che invece, dopo la comunicazione dei nuovi focolai, “la tempistica comunicata dall’Italia è stata inefficace per assicurare l’immediata rimozione degli alberi infetti come richiesto dalla legislazione Ue”.


 

C. S.

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