Olio benefico per il cuore

Olio di oliva benefico per il cuore, la FDA lo promuove a “medicina”

Un vero e proprio superfood in grado di proteggere il cuore. Per questo, la Food and Drug Administration, l’agenzia per gli alimenti e i medicinali statunitensi, permetterà ai produttori di olio extravergine di oliva di apporre sulle proprie confezioni un’etichetta che ne attesti le proprietà benefiche.

I grassi che fanno bene


Potranno fregiarsi del bollino solo gli oli d’oliva extravergine che contengono il 70% di acido oleico.
I consumatori statunitensi saranno così informati sul fatto che l’olio d’oliva porta benefici cardiovascolari quando sostituisce l’impiego di grassi saturi. La FDA ha anche proposto di scrivere sulle bottiglie che il consumo di circa mezzo cucchiaio di olio, senza aumentare le calorie complessive assunte quotidianamente, garantisce un importante effetto di prevenzione per la salute.

Consumo di olio in crescita

L’iniziativa ha raccolto il plauso di Coldiretti. «La decisione della FDA rappresenta una risposta ai bollini allarmistici e alle tasse ingiustificate sostenute da alcuni Paesi».

A livello globale, il consumo di olio extravergine d’oliva è in costante crescita: negli Stati Uniti è addirittura triplicato nello spazio di una generazione, arrivando alla cifra record di 315 milioni chili (+174%) e facendo salire gli Usa al terzo posto dopo Italia e Spagna tra i maggiori acquirenti.

Anche in Giappone l’alimento simbolo della dieta mediterranea ha conquistato un’ampia fetta di consumatori. Sul mercato del Sol Levante i consumi sono aumentati di 8 volte raggiungendo i 55 milioni di chili.

Una rivoluzione nella dieta delle famiglie si è verificata anche in Paesi come il Brasile dove l’aumento è stato del 313% per un totale di 60 milioni di chili; la Russia con una crescita del 233%, anche se le quantità restano limitate a 20 milioni di chili; il Canada con 39,5 milioni di chili e un incremento del 229% e la Francia che con un balzo del 154% ha superato i 111 milioni di chili consumati ogni anno.

Da dove arriva quello italiano

Paradossalmente, i consumatori italiani sono tra quelli più esposti alle frodi. «Il rischio è che nelle bottiglie di olio, magari vendute sotto marchi italiani ceduti all’estero o con l’etichetta delle grande distribuzione trovi prodotto straniero proveniente da Grecia, Spagna e Tunisia – denuncia Coldiretti -. Solo nel 2018 gli arrivi di olio dalla Tunisia sono tra l’altro quasi triplicati (+170%) e potrebbero crescere ulteriormente se l’Unione Europea rinnoverà l’accordo per l’ingresso di contingenti d’esportazione di olio d’oliva a dazio zero verso l’Ue per 35mila tonnellate all’anno, accordo scaduto il 31 dicembre 2017. Questa quantità andrebbe a sommarsi alle oltre alle 56.700 tonnellate previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, in vigore dal 1998».

Fonte: Rivistanatura.com


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