Partito il valzer delle previsioni sulle produzioni d’olio d’oliva nel Mediterraneo. Ecco una sintesi ragionata

Le preoccupazioni sulla prossima campagna olearia si stanno intensificando in tutto il Mediterraneo, tanto che ben due riviste hanno fornito i loro dati previsionali sul raccolto.

Oleoestepa stima una produzione mediterranea di 2,745 milioni di tonnellate, con 1,250 milioni di tonnellate dalla Spagna, 270 mila tonnellate, alla pari, tra Italia e Grecia, 250 mila tonnellate dalla Tunisia, 190 mila tonnellate dalla Turchia, 115 mila tonnellate il Portogallo e 100 mila tonnellate il Marocco.

 

Olivenews.gr stima una produzione mondiale tra 2,430 e 2,730 milioni di tonnellate, con la media a 2,580 milioni di tonnellate. Le medie produttive previste dai greci sono 1,175 milioni di tonnellate per la Spagna, 309 mila tonnellate per l’Italia, 270 mila tonnellate per la Grecia, 95 mila per il Portogallo, 105 mila il Marocco, 260 mila in Tunisia, 240 mila in Turchia.

Le stime di un mese fa, parlavano di una produzione mediterranea di 2,8 milioni di tonnellate, con 1,15 milioni per la Spagna, 300 mila tonnellate per l’Italia, 270 mila tonnellate per la Grecia, 150-180 mila tonnellate per la Tunisia, produzioni sostanzialmente invariate o con lievi cali rispetto ad anno precedente per Portogallo (che beneficia dell’entrata in produzione di nuovi impianti) e Marocco.

 

Emerge un certo allineamento con i dati, eccezion fatta per Tunisia e Turchia, dove si registrano le difformità più importanti. Si tratta, in entrambi i casi, di territori difficili, connotati da una forte diversità dei territori produttivi e con le notizie che trapelano usualmente con una certa lentezza.

Volendo rivedere i nostri dati, un mese dopo le prime indicazioni, possiamo ragionevolmente prevedere una produzione iberica a 1,15 milioni di tonnellate, una produzione italiana a 250 mila, una greca a 250 mila, quella tunisina a 200 mila, quella marocchina a 90 mila, la portoghese a 100 mila, la produzione turca a 220 mila. Non ci esprimiamo per la Siria che pur produce e produrrà olio ma stante le condizioni di guerra, soprattutto per autoconsumo. Ne risulterebbe, al netto della produzione siriana, una produzione complessiva nel mediterraneo a 2,3 milioni di tonnellate, arrotondabile a 2,4 milioni di tonnellate considerando il contributo di tutti gli altri paesi produttori minori.

Confermiamo quindi quanto detto il 2 giugno: “…una produzione da 2,7 milioni di tonnellate provocherebbe un sensibile arretramento dei consumi, a beneficio di altri grassi e oli vegetali.
A fronte di un potenziale calo delle quotazioni all’ingrosso durante l’estate, dovuto soprattutto alla riduzione degli scambi, è ipotizzabile un mercato sostenuto all’avvio della campagna olearia.”

 

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