refluei frantoi oleari

Reflui frantoi oleari

Circolare esplicativa rivolta ai Comuni inerente l’utilizzo agronomico dei reflui e delle acque di vegetazione dei frantoi oleari. Disciplina tecnica per l’utilizzo agronomico delle acque di vegetazione e delle sanse umide dei frantoi oleari (DGR 398 del 28.03.06 e art.112 D. Lgs. 152/06)


Alla luce del nuovo Ordinamento amministrativo della Giunta Regionale della Campania  (Regolamento n. 12 del 15.12.2011) e in seguito alle nuove disposizioni riguardo le autorizzazioni ambientali, si ritiene necessario fornire, con la presente circolare, alcuni chiarimenti in merito alle comunicazioni preventive previste dalla Disciplina regionale di cui all’oggetto e ai relativi adempimenti a carico delle amministrazioni comunali:


  1. le comunicazioni pervenute alle amministrazioni comunali o allo Sportello unico per le attività produttive, con la modulistica prevista (AV1 e AVS), da parte dei frantoi oleari che intendono avviare su terreni agricoli le acque di vegetazione e/o le sanse umide, continuano ad avere esclusiva competenza comunale se non sono collegate al rilascio di ulteriori titoli abilitativi previsti dalla nuova procedura di rilascio dell’Autorizzazione unica ambientale AUA;
  2. la scheda informatizzata di monitoraggio, che ad ogni buon conto si riallega,  da trasmettere alla Regione, come previsto al paragrafo 10 della “disciplina tecnica”, va inviata esclusivamente per posta elettronica certificata ai seguenti indirizzi dg.06@pec.regione.campania.it e dg.05@pec.regione.campania.it
  3. la predetta scheda va trasmessa alla Regione solo dopo aver ricevuto dai titolari dei frantoi la copia del quaderno di molitura e del registro di utilizzazione agronomica dei reflui, cioè dopo la chiusura della campagna olearia, per poter comprendere anche le informazioni degli effettivi spandimenti;
  4. la trasmissione da parte delle Amministrazioni comunali deve limitarsi a null’altro che alla scheda informatizzata di monitoraggio, che si ribadisce va inviata esclusivamente alle scriventi Direzioni generali e non anche all’ARPAC, all’Amministrazione provinciale, all’ASL, agli uffici decentrati regionali dell’agricoltura o dell’ambiente come spesso riscontrato in questi anni.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               Regione Campania

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