Potatura piante olivo

Un’operazione fondamentale per la resa delle piante

Non è necessario potare le piante di olivo tutti gli anni. L’importante è ricordare che si tratta di un’operazione molto delicata: se è vero che qualsiasi tipo di pianta deve essere potata con attenzione, con gli olivi bisogna prestare ancora più attenzione. Tra l’altro, la potatura non è un semplice intervento estetico o da eseguire a casaccio, ma deve basarsi su principi scientifici, in quanto è uno dei fattori principali per ottenere un’alta resa ed una pianta sana. Per prima cosa, è necessario saper riconoscere le diverse tipologie dei rami dell’olivo: quelli più vicini al fusto, infatti, crescono di più rispetto a quelli più distanti. È per questo che un olivo incolto ha un aspetto cespuglioso, ma ciò influisce sulla produttività: un’alta resa, infatti, è garantita da ramificazioni aperte che ricevono molta luce ed aria. A questo punto, interviene la potatura: esaminiamo, quindi, il periodo di potatura dell’olivo.

Il periodo di potatura dell’olivo è compreso tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera (i mesi da prediligere sono febbraio e marzo): in questo momento, infatti, le prime fasi della fruttificazione della pianta non sono ancora iniziate. Se gli olivi si trovano in una zona del settentrione o interessata da una forte escursione termica, è consigliabile posticipare l’intervento di potatura. Ciò è dovuto al fatto che abbassamenti della temperatura o gelate tardive possano danneggiare la pianta appena potata. In questo caso, il periodo di potatura dell’olivo si estende fino a maggio. Gli interventi di potatura sono di tre tipi, legati all’età della pianta: una potatura lieve, per esempio, va effettuata quando la pianta non produce ancora olive, mentre le comuni potature sono di carattere medio (con un taglio del 20-35% della chioma). Solo se si vuole rinvigorire o ricostruire la pianta si effettuano potature estensive (da realizzarsi con molta cautela).

Le regole principali che si devono seguire nel potare gli olivi sono tre: in primo luogo, bisogna distinguere tra i rami giovani (che non devono essere potati, in quanto più produttivi) e quelli più vecchi. Infatti, i rami con più di due anni d’età non producono frutti. Secondo, si deve potare in maniera tale da lasciare una specie di “punta”: l’olivo cresce soprattutto in altezza ed i suoi rami necessitano di luce per poter fruttificare. Infine, proprio per quest’ultimo motivo, l’intervento di potatura deve riguardare soprattutto i rami interni, in quanto impediscono alla pianta di ricevere una buona illuminazione. La potatura deve essere realizzata tramite tagli netti e precisi, senza danneggiare la corteccia per evitare l’insorgere di future malattie. Anche per questo è bene effettuare la potatura servendosi di cesoie ben disinfettate

Fonte www.giardinaggio.org

Potare gli oliveti ad altissima densità

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